Mia ineguagliabile Grimilde,

tanto attesi che arrivò Natale. In effetti latitavo da mesi, unica e precaria giustificazione l’affollamento di impegni che tracimavano nonostante (pallidi) tentativi di controllo. Ora, prossime al Natale e alle sue perenni libagioni, possiamo indugiare e riflettere sull’influenza degli astri nelle nostre irripetibili vite.

Si sa, la fine dell’anno spinge a riflessione, ma non è solo la riflessione a popolare ritrovi e discorsi e scampagnate con gli amici. C’è anche l’oroscopo. Tutti buttano almeno un’occhiata, pochi lo ammettono e, se lo fanno, è per riderne (sempre a posteriori). Nella realtà, libri e riviste che pubblicano giganteschi oroscopi per l’anno successivo, con la diversificazione per ascendente e azzardi sulle affinità di coppia, rappresentano la costante degli acquisti perfino in tempo di crisi. Chi afferma di non leggere il proprio oroscopo o non avere chiesto almeno una volta “Cosa significa essere nato sotto il segno dell’Ariete?” mente e dovrebbe essere additato come spergiuro. Sai cosa accade quando preannuncio che il mio prossimo romanzo uscirà con Cairo publishing? “Fantastico, l’editore di Paolo Fox”, è il commento. Che dice chi e cosa siamo. Cairo ha pubblicato tonnellate di romanzi e saggi, ma è “l’editore di Paolo Fox”. Paolo Fox e Marco Pesatori (tanto per citare i due più famosi) avrebbero a pieno titolo il diritto di essere uomini dell’anno. E proprio a Pesatori faccio riferimento per questa mia digressione. Avendolo conosciuto di persona, ho scoperto un uomo colto, simpatico, affascinante. Così leggo i suoi oroscopi.

Nella settimana che ha preceduto questa nostra vigilia, l’oroscopo dei Pesci buttava male. Io sono Pesci ascendente Pesci, quindi puoi immaginare. Ogni giorno il suggerimento di Pesatori era, più o meno, “tira a campare”. E così ho fatto: se vogliamo dare un significato psicosociologico all’oroscopo, nel mio caso, possiamo ipotizzare che contribuisca a farti stare zitto quando rischi di farti male. Tacendo e lasciando andare, sono sopravvissuta e ho raggiunto il sabato, giornata preannunciata come resurrezione per i nati in febbraio. Su sabato, infatti, Pesatori aveva descritto ogni delizia: fascino, eccellenti relazioni, personalità sensuale, riflessiva e magnetica. Sabato mattina, specchiandomi prima di andare alla stazione, ho avuto perfino la sensazione di assomigliare a Juliette Binoche. Hai presente la Binoche del danno? Secondo me, a guardarmi di sfuggita e da lontano, potevo anche essere lei. Comunque. Salita in treno, il Frecciarossa Milano-Roma delle 10, ho agguantato uno dei recenti libri rossi di Polillo, quello sui delitti impossibili (raccolta di racconti con qualche elemento di pregio), e mi sono immersa nella lettura. Gambe avanti, borsa abbandonata sul pavimento, bicchiere di acqua in precario equilibrio sul tavolino estraibile. Tanto c’era Pesatori, niente avrebbe potuto andare male.

Fino allo squillo del cellulare. Ero più o meno a Orvieto, la velocità del treno 252 km/h.

– Pronto, signora Elvira?

– Sì, chi parla?

– Qui è l’American Express.

Ogni titolare ha i suoi privilegi, ricordi la tiritera di marketing dell’American Express? Ecco, da titolare ho il diritto a una telefonata ogni volta che qualcosa non va oppure se hanno deciso di piazzarmi un’offerta irripetibile, irrinunciabile, convenientissima. Con il mio Polillo in mano e nessuna voglia di spendere soldi, ho scacciato il dubbio che la telefonata fosse foriera di tragiche notizie (tipo “Ha sforato di brutto il limite consentito, ci mandi la carta e la taglieremo a striscioline, sparisca dalla nostra vita”).

– Mi dica.

– Per caso sta facendo shopping su internet?

Per caso. Voce squillante del tizio. Osservo il Polillo tra le mani.

– No. Sono in treno, sto leggendo un libro. Non sto facendo shopping e anche volendo non potrei.

Un istante di silenzio.

– Lo sospettavo.

– Perché?

Altro attimo di silenzio. Amano farti cadere le cose dall’alto, come se la rivelazione stesse per cambiare il corso delle cose, come se il tuo Frecciarossa fosse in procinto di cambiare direzione per riportarti a Milano.

– Ecco. Lei non sta facendo shopping, ma la sua carta di credito sì.

Perbacco. Nell’epoca della multimedialità e con il sospetto che esistano universi paralleli, io stavo a leggere in treno e la mia carta di credito spendeva soldi da sola su internet. Ho deciso di accogliere il guizzo di istrionica simpatia dell’addetto dell’American Express e rilanciare.

– Oh, ma guarda. E cosa sta comprando?

– Alcuni biglietti aerei, qualche ricarica telefonica, due o tre libri.

– Speriamo che siano libri miei, almeno recupero qualcosa.

– Ci siamo accorti proprio perché ha cambiato libreria online, ormai la conosciamo bene e sappiamo che spende solo nel sito di…

Che amore, non gli ho chiesto di uscire con me perché a Natale sono tutti più fedeli, ma nel segreto del mio cuore mi sono complimentata con la preparazione del personale. Mi aveva fatto sentire unica.

– A quanto pare qualcuno ha ottenuto i dati della sua carta di credito e la sta usando. Blocchiamo le spese e la carta, vero?

Il resto è immaginabile. Abbiamo ricostruito le mie spese recenti, denudandomi in diretta sul Frecciarossa (mai chiedere a una donna cosa abbia acquistato: ormai la carta di credito equivale al confessionale), l’ho ringraziato mentre mi dettava cosa scrivere sul fax per il disconoscimento degli acquisti eccetera.

Ah, Pesatori, Pesatori… Mi sono detta che non faceva testo, che avrebbe potuto andare molto peggio e in fondo era solo sabato, un giorno di passaggio tra la settimana nera dei Pesci e la rinascita.

Arriviamo a oggi, quindi. Il mio oroscopo rifulge. Attraggo chiunque, irresistibile, spacco i diamanti in pezzi solo con il gesto di mezzo dito. Certa di questa benedizione ho intrapreso il cammino della giornata e, tra le varie incombenze lavorative e prenatalizie, avevo il saluto con discussione del testo con il Guru ottuagenario autore con me di un libro prossimo a uscire.

– Rivediamo due o tre passaggi. Puoi stampare?

Ha domandato il Guru, pieno di giovanile entusiasmo. Ho annuito. Certo che potevo, ho inviato all’editore il file pochi giorni fa e ne conservo copia nella posta elettronica.

– Eccolo.

Per fortuna ho aperto il file, per fortuna ho buttato l’occhio sulle parole. Non chiedermi come, adorata Grimilde, ma ho scoperto oggi, il 24 dicembre, di avere mandato all’editore il file sbagliato. Tronfia e esultante, giacevo sugli allori certa di avere fatto un ottimo lavoro ma l’editore stava lavorando su una copia vecchia, incompleta, che mi sarebbe costata la decapitazione. Ho confessato in fretta e rimediato nel giro di mezz’ora, una sensazione sottile di panico infilata nella gola.

Ecco, mia Grimilde, ora a te valutare. Pesatori aveva ragione o torto? E’ vero, il testo incompleto fu inviato nella settimana nera e oggi ho scoperto l’errore, potendo così ripararlo. Quindi è vero, oggi rifulgo? E’ questa la lettura giusta? Oppure i miei astri natalizi non si sono messi d’accordo bene con il nostro amato Pesatori?

Tua natalizia,

Elvira

 


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