Regalare un mazzo di rose non è ecosostenibile!

San Valentino, la festa degli innamorati e, a detta di molti, in assoluto il giorno più romantico dell’anno. Per la famosa cena di San Valentino la maggior parte dei fidanzati cominciano la caccia al regalo più originale per la propria metà, spesso con diverse settimane di anticipo e con l’esigenza di sorprendere il più possibile il proprio partner. Per chi invece ama le tradizioni convenzionali, quale idea migliore che non regalare un mazzo di rose a San Valentino? Un classico del romanticismo, che difficilmente non verrà apprezzato, soprattutto se si tratta di rosse rosse.

 

Se le rose rosse sono poco “green”

 

Romanticherie a parte, la scelte delle rose non sembra tuttavia essere in linea con le tendenze ecologiste degli ultimi tempi, che mirano a un pianeta più sano, pulito e a misura d’uomo. Ci sono infatti molteplici ragioni etiche per cui non regalare un mazzo di rose a San Valentino. Alcune associazioni scientifiche americane informano che la coltivazione intensiva nei roseti provoca una produzione eccessiva di CO2, nella fase di trasporto delle rose dagli habitat caldi dei paesi di produzione (perlopiù America del Sud e stati Africani) ai climi più freddi delle aree di vendita dei paesi occidentali.

Come per molti altri casi di coltivazioni intensive inoltre, la deforestazione e l’utilizzo massiccio di prodotti chimici, per assicurare un prodotto esteticamente perfetto e in grado di resistere alle varie malattie della pianta, destano ulteriore preoccupazione e portano molti scienziati a consigliare di non regalare un mazzo di rose a San Valentino, ma optare magari per qualcosa di più responsabile ed ecosostenibile. Un’esperienza da fare assieme, una cena romantica, una poesia o una dedica personalizzata, sono piccoli pensieri che mantengono intatta la dimensione del romanticismo, pur nel rispetto dell’ambiente.
Perché non comprare più le rose come regalo

Come boicottare i racket dei venditori di rose

 

Alla problematica ambientale che il regalare un mazzo di rose per San Valentino comporta, se ne aggiunge una di ordine sociale e morale. Negli ultimi tempi in molte zone di Italia è infatti aumentato il fenomeno dei venditori ambulanti di mazzi di rose, che riempiono piazze, aree di interesse monumentale, bar e ristoranti. Sempre più numerosi, sono per lo più lavoratori provenienti dal Bangladesh, molto spesso clandestini e in mano a un racket che specula sulla loro povertà.

Costretti a vendere quanti più mazzi di rose possibili, la notte di San Valentino sono più attivi che mai, anche a causa del fatto che la maggior parte delle coppiette innamorate non si interroga sulla provenienza del mazzo di rose appena acquistato e sulle ragioni della spesso incompresa insistenza dei venditori di rose, che vivono con pochi euro e in condizioni non degne di un paese civile.

 

Il fascino della natura viva

Date le conseguenze che dunque comporta un semplice gesto come l’acquisto di un mazzo di rose, sono sempre di più gli innamorati consapevoli che optano per un “consumismo responsabile“, scegliendo al posto del classico mazzo di San Valentino l’acquisto di una pianta di rose. Le ragioni di questa scelta possono essere diverse, ma tutte si girano attorno all’esigenza di un mondo più attento alla questione ecologica.

Nascono dunque associazioni, che permettono di acquistare una pianta anche a distanza, pagando una piccola quota e includendo la possibilità di geolocalizzare il proprio acquisto e di regalarlo ad una donna con tanto di dedica. Quindi questo San Valentino anziché regalare il solito mazzo di rose rosse…perché non optare per una pianta a lunga durata per la vostra donna?


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